09/06/2018 13:43

Abano, arrestata la
"Circe degli Ospedali"

I Carabinieri della Compagnia di Abano Terme, a conclusione di articolata attività d’indagine convenzionalmente denominata “CIRCE”, coordinata dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Padova Francesca BACCAGLINI, hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Anca Viorica PETREHUS, 33enne rumena, dimorante a Padova, infermiera già alle dipendenze dell’Azienda Ospedaliera di Padova, divorziata, gravata da pregiudizi, regolare sul territorio nazionale, ora detenuta nel carcere di Verona. La trappola dei Carabinieri di Abano, che da tempo seguivano la “Circe” straniera era scattata lo scorso 7 marzo quando la donna, entrata furtivamente in una struttura assistenziale della città di Padova, l’”Opera Immacolata Concezione” di via Toblino, aveva raggiunto la stanza ove da tempo dimorava un 78enne disabile originario di Abano. Sicura di non essere stata notata e approfittando del fatto che l’anziano degente si era momentaneamente assopito, la donna si è appropriata con mossa fulminea del bancomat custodito nel borsello e aveva tentato di allontanarsi, venendo però bloccata grazie al dispositivo messo in campo dai militari dell’Arma, nei pressi di un vicino sportello bancario. Ma nel provvedimento emesso dal G.I.P. di Padova Cristina Cavaggion viene confermato l’allarmante modus operandi utilizzato dalla Petrehus che aveva già nei giorni precedenti all’arresto sottratto il bancomat all’anziano. La donna era stata ripresa dalle telecamere piazzate dai militari nella stanza della residenza ove dimorava la vittima mentre apriva una busta di medicinale versandone il contenuto in un bicchiere che poi, mentre l’anziano era intento a guardare la televisione, essa scambia con quello che l’infermo stava utilizzando. L’esito di consulenza tossicologica, citata nell’ordinanza emessa dal GIP, confermerà che nel bicchiere, poi posto sotto sequestro dai Carabinieri, erano presenti benzodiazepine del tipo “lorazepam”, un ansiolitico ipnoinducente non compreso nelle prescrizioni terapeutiche dell’anziano, a conferma che la straniera aveva somministrato alla vittima un medicinale idoneo ad addormentarlo per poi agire indisturbata e sottrarre codice e bancomat custoditi vicino al letto.


Alla malfattrice seriale, come ricostruito dai Carabinieri in seguito anche agli accertamenti effettuati sulle postepay intestate alla donna, sono state imputate ulteriori crimini, poste in essere dal settembre 2017 al febbraio 2018, in particolare:


− l’utilizzo di una postepay precedentemente sottratta ad un negoziante padovano da parte della donna che indebitamente ricaricava la propria postepay di quasi 2.000 Euro (l’ignara vittima aveva presentato in precedenza una denuncia di clonazione di carta di credito presso la Questura di Padova);


− il furto in abitazione e l’indebito utilizzo di carta di credito ai danni della vicina di casa 72enne, con acclarati prelievi fraudolenti per complessivi Euro 2.800: in questo circostanza la Petrehus, approfittando cinicamente della frequentazione con l’anziana, aveva notato che quest’ultima teneva abitualmente il bancomat con annotato su un foglietto il relativo pin in una borsetta appoggiata vicino alla porta di casa. Una sera al termine dell’estate scorsa, mentre il compagno della vittima si trovava fuori per lavoro, la straniera si era recata a casa dell’anziana sola con la quale aveva consumato un gelato, le aveva sottratto il bancomat quindi, fatti i prelievi fraudolenti presso un vicino ufficio postale, era successivamente tornata a casa dell’amica; quando quest’ultima, preoccupata, le rappresentava l’ammanco del bancomat, la straniera si abbassava verso il tappeto dicendole “ma no è qui!” porgendole la tessera come se fosse a terra.


− la detenzione di due carte di credito provento di furto ai danni di una donna padovana 63enne, degente in attesa, nel febbraio scorso, di intervento chirurgico presso il reparto di ortopedia dell’ospedale civile di Padova;


− l’appropriazione, approfittando della sua qualità di infermiera presso l’ospedale di Padova e quindi di incaricato di pubblico servizio, di beni di quell’ente, specificatamente tre ricettari con timbri di vari medici, svariate boccette e blister di farmaci sedativi e ansiolitici (evidentemente pronti per essere utilizzati dalla malfattrice per “sedare” o “addormentare” le sue vittime, come praticato con l’anziano degente presso l’O.I.C.), numerose siringhe e guanti monouso e altri presidi sanitari e medicinali, che saranno rinvenuti nell’abitazione e nell’armadietto in uso alla donna, cui è stato quindi contestato il reato di peculato;


− la rapina, nel mese di dicembre scorso, in danno di un conoscente, un 54enne padovano, che la “Circe” aveva attirato in trappola a casa propria, ed al quale dapprima aveva somministrato una bevanda adulterata con farmaci contenenti benzodiazepine quindi, impossessatasi della tessera bancomat e relativo codice del malcapitato mentre questi dormiva, effettuava un prelievo fraudolento di Euro 250.