07/08/2018 14:52

Ubaldo Lonardi attacca
l'amministrazione

Il vicepresidente del Consiglio Comunale di Padova, Ubaldo Lonardi, attacca l’amministrazione comunale con un post su facebook parlando di Padova come la città della “fiera delle parole” ecco perché.

“Una pioggia di progetti proclamati dal Comune di Padova per la nostra città, ma di fronte a tale panoramica, non tutti hanno la stessa dignità, alcuni appartengono al libro dei sogni e un amministratore saggio non deve illudere i propri cittadini dicendo che li realizzerà tutti. Indubbiamente l’obiettivo più concreto è la costruzione del nuovo ospedale, decisione condivisa in Consiglio Comunale e tra enti che hanno competenze al riguardo: Regione, Comune, Università e ULSS. Tuttavia questo progetto, promosso da Bitonci (con buona pace dei trasformisti…) e condiviso politicamente, non è ancora sostenuto da un finanziamento concreto e trovare 700milioni non è certo semplice. Un esempio reale è l’ospedale di Verona dove la Fondazione Cariverona ha partecipato alla realizzazione del polo chirurgico più grande d’Europa cofinanziandolo al 50%. Se pensiamo che a Padova venga tutto regalato è certamente improvvido. Questo introduce anche ad altre opere come l’Auditorium della Musica, il Centro Congressi, l’Arena della musica dove esistono promesse sia da parte della CCIAA che della Fondazione CARIPARO. Non è pensabile che questi enti siano in grado di sostenere la realizzazione contemporanea di tutte queste opere".

Lonardi ha anche spiegato punto per punto quali sono i dubbi sulle varie opere:

- Centro Congressi: "Se ne parla ancora prima del nuovo ospedale: tempi in cui il settore del congressuale era vivace e le destinazioni erano poche. Purtroppo abbiamo perso 15 anni perché l’individuazione della Fiera come location quando era sindaco Zanonato e presidente della Provincia di Padova Casarin è stata contrastata dalla CCIAA dove Zilio aveva la delega del turismo. Non so se il tempo perso sia recuperabile, ma se la sua costruzione, del valore di 20milioni di euro, risulta coperta finanziariamente, mi preoccupa la gestione dell’importante deficit che provocherà senz’altro anno dopo anno (nessun centro congressi del mondo è in attivo!). Forse una rivisitazione del progetto alla luce di una nuova configurazione della Fiera di Padova sarebbe quanto mai opportuna".

- Fiera di Padova: La soluzione trovata consente di uscire da un’impasse paralizzante che rischiava di portare al fallimento sia la gestione di Geo che conseguentemente Fiera Immobiliare. La soluzione si può condividere, anche se ritengo che il prezzo pagato sia molto elevato. Il Comune si è auto-espropriato di un’area ad alto valore immobiliare come il quartiere fieristico (esclusi i pad 7 e 8) cedendoli a una società, Fiera Immobiliare, di natura privata in cui non ha la maggioranza assoluta. Che l’altra metà sia della CCIAA non mi tranquillizza: passivi generati sia dal Centro Congressi e probabilmente dalle nuove gestioni della Fiera (ci sarà una nuova gara d’appalto) andranno ad erodere un capitale che era di tutti i padovani. Non solo, ma questa società privata, potrà decidere anche destinazioni d’uso diverse da quelle vincolate che ha attualmente il quartiere fieristico".

- Startup e Hub dell’innovazione: "Su questi temi ho sempre espresso le mie obiezioni. Geo ha dimostrato che il comparto fieristico non è in crisi, di conseguenza non capisco perché l’hub dell’innovazione abbia bisogno di occupare uno spazio ad elevato valore immobiliare. Abbiamo un territorio ugualmente vicino ai sistemi di comunicazione, come l’Ansa Borgomagno, in cui l’Università, il Comune e altre realtà potrebbero impegnarsi in una grande opera di valorizzazione senza pagare un prezzo iniziale così elevato. Ritengo che l’Università abbia la funzione di arricchimento della nostra città e ciò non può avvenire che partendo dalla valorizzazione urbanistico-architettonica della stessa come il Palazzo del Bo’ ci testimonia dopo 700 anni. Spazi dove cimentarsi ce ne sono purtroppo a iosa, ad esempio l’area antistante il complesso del Fiore di Botta o l’area di ricerca di Corso Stati Uniti dove ha sede il CNR, oltre che naturalmente la citata ansa Borgomagno".

- Questura: "Quando a Roma si accorgeranno che dovrebbero permutare la Caserma Prandina con via Anelli e costruirsi la nuova Questura si chiederanno in che pianeta saranno finiti! Chiamare progetto questa idea, per quanto condivisibile, è assolutamente aleatorio".

- Auditorium della musica: "E’ un vecchio progetto della Fondazione Cariparo, sempre a cuore al presidente Finotti, che ha avuto il pregio di interpretare e valorizzare in modo positivo il centro di Padova, il Borgo Altinate e l’area Eremitani non solo con una destinazione artistica, che comprende la cappella di Giotto, ma anche con una destinazione musicale".

- Arena della Musica: "Chi la fa? Zed? Non esiste in Italia un’arena realizzata appositamente per gli spettacoli (Arena di Verona a parte!) ma solo i palasport multifunzione. Ci sarà un motivo?"

- Stadio: "Trovare aziende private che accettino di investire 70milioni di euro per il nuovo stadio con una squadra in serie B è una grande fortuna. Trattandosi di privati mi chiedo quale sia la convenienza dell’investimento. Certo che pensare di gestire il cantiere di un nuovo stadio giocando le partite di campionato tra le transenne mi sembra improbabile oltre che assai dispendioso. Capisco che la Giunta non possa dire al Padova di andare a giocare nel frattempo al Plebiscito, come logica vorrebbe, ma sarebbe l’apoteosi di Bitonci."

- Manutenzioni: "A fronte di tutti questi progetti bisogna guardare con urgenza alla quotidianità, alla manutenzione e alla salvaguardia delle opere in città.

Il tram ha aumentato il costo di esercizio del 35% e si dimostra sempre più un mezzo di trasporto che non concilia la politica di città sostenibile, ma diventa quotidianamente il cimitero delle biciclette. Con la nuova linea del Tram si riempirebbe ulteriormente la città di rotaie che significherebbe riempirla di feriti. E’ evidente la necessità di investire nella manutenzione di strade, del verde pubblico, basta guardare in questi giorni il Cimitero Maggiore, i parchi e le nuove rotonde di viale Codalunga, solo per fare un esempio. Sarebbe importante inoltre investire nella caratterizzazione urbanistico-architettonica dei quartieri, ad iniziare dall’Arcella".