20/08/2019 16:09

Eccidio nazifascista, la
lapide della discordia

Partigiani e fascisti ricordati sulla stessa lapide. Peggio. Partigiani uccisi da sicari fascisti, come se non ci fosse alcuna differenza di ruoli e responsabilità storiche, uno a fianco dell'altro. Sono passati 75 anni dall'eccidio nazifascista, 10 i partigiani vennero uccisi il 17 agosto 1977, 7 fucilati in via Chiesanuova, 3 impiccati in via Santa Lucia, ma la apide che ricorda insieme vittime ed aguzzini, in quella che oggi è la caserma intitolata ad uno dei partigiani uccisi, Luigi Pierobon, continua a sollevare polemiche e suscitare dolore. "Alfredo Calore, Giorgio Fai, Agostino Gagliardo, erano tre sicari fascisti pagati per vendicare un tradimento", spiega il ricercatore storico Silvio Cecchinato. Per questo delitto, come ripercussione, vennero uccisi dieci partigiani: Primo Barbiero, Paquale Muollo, Cataldo Presicci, Antonio Franzolin, Ferruccio Spigolon, Saturno Bandini e Luigi Pierobon, tutti fucilati nella caserma di via Chiesanuova. Flavio Busonera, Clemente Lampioni e Ettore Calderoni furono impiccati in via Santa Lucia.

"I nomi dei tre sicari devono essere spostati. E' un errore storico gravissimo mettere insieme questi morti, non si rende giustizia a chi si è battuto per la libertà", chiude Cecchinato.