21/08/2019 13:56

Allarme coca e eroina:
Proibizionismo non serve

Il viso di chi, a testa alta, ha lottato contro il destino. Ma, nello sguardo, forse, i segni dell’inquietudine di quell’incidente, di fronte a casa anni fa, quando fu investito da un furgoncino a 14 anni e rimase in coma per mesi all’ospedale. Una vicenda raccontata in un libro. Federico Bertollo è morto a 23 anni, probabilmente, per un’overdose. L’eroina, iniettata per la prima volta, da un pusher di Cittadella poi arrestato dai Carabinieri. Una prova, forse, per sentirsi meglio: per lui che non aveva mai fatto uso di quel tipo di stupefacente. Poi l’ambulanza e il dramma vissuto da una famiglia molto conosciuta in paese. L’amore per la musica e per la recitazione, sembravano aver mostrato al ragazzo strade diverse. Lo shock di chi lo conosceva e mai si sarebbe aspettato un dolore simile. Federico e una sorte spietata per un ragazzo tanto sensibile ed educato. Un fatto che ha riacceso i riflettori sul mondo della droga. "Il consumo è aumentato perchè è aumentata l'offerta - dice il dottor Antonio Stivanello, vice direttore del Serd - e con i prezzi più bassi, le persone cercano l'effimera felicità di un attimo, dimenticandosi del baratro in cui ci si trova quando si è in astinenza".

I numeri del Serd parlano di un aumento del consumo di droga: cocaina, con la riduzione dei prezzi vertiginosa degli ultimi 8 anni, ma anche un +10% di eroina. Sono 2 mila le persone in cura al Sert.

Dall’esperto, al di là del tragico fatto di Cittadella, la necessità che si debba muovere dal punto di vista sociale, delle relazioni, dei veri valori, di sfoghi. "Il proibizionismo non serve - dice Stivanello - basta pensare all'america anti-alcool dove non si è mai bevuto così tanto. Bisogna migliorare nelle relazioni sociali e familiari. Serve un incontro tra generazioni".