09/10/2019 11:33

Fisioterapista in Africa
con una valigia di libri

E’ decollata dall’aeroporto di Venezia con due valigie, una di effetti personali, l’altra con 15 kg di libri. Quattordici giorni di volontariato per insegnare a una fetta di Africa a “rimettersi in piedi” grazie alla sapienza delle mani. Julie Ann Day, fisioterapista in servizio al Centro socio-sanitario Ai Colli dell’Ulss 6 Euganea, ha introdotto per la prima volta in Etiopia l’insegnamento della manipolazione fasciale, metodo fisioterapico e riabilitativo innovativo per trattare sintomi dolorosi a carico dell’apparato locomotore legati a vari fattori, tra cui i traumi esterni. La fisioterapista di origine australiana, ma da una trentina d’anni residente a Padova, è partita con l’organizzazione non governativa Medici con l’Africa Cuamm grazie al sostegno dell’associazione Fisioterapisti senza frontiere e della Provincia autonoma di Trento (tramite il Gruppo Cuamm trentino) investendo in questa missione umanitaria una settimana di ferie e una settimana di aspettativa. Meta: l’Ospedale di Wolisso, dove Julie Ann ha fatto da docente a sette fisioterapisti locali, prima tenendo un corso di manipolazione fasciale (il primo del genere in Etiopia), poi in affiancamento a fisioterapisti locali.

“Sono una quarantina d’anni che esercito la professione, una trentina trascorsi a a Padova sia come fisioterapista sia come docente di manipolazione fasciale. Adesso – racconta Julie Ann Day - ho potuto verificare che questo metodo, ideato da un fisioterapista italiano, è molto utile anche in Africa. Si tratta di una tecnica manuale che non richiede alcuna apparecchiatura di supporto, per questo è importante farla conoscere in Paesi privi di risorse per il trattamento di distorsioni, cadute, dolori articolari, esiti di incidenti, traumi, fratture”. Le spese di viaggio, vitto e alloggio a Wolisso sono state sostenute dal Cuamm, i libri acquistati grazie al contribuito di Piccin nuova libreria editore, Fascial Manipulation Institute, mentre una raccolta fondi promossa da Julie Ann tra i colleghi del centro socio-sanitario Ai Colli ha consentito di predisporre delle dispense.

“E’ entusiasmante vedere come i frutti della cultura vengano potenziati se messi a disposizione di realtà dove erano prima sconosciuti. Quello che da noi pare, a una visione superficiale, scontato, altrove può rivelarsi una miniera d’oro – sottolinea il Direttore generale dell’Ulss 6 Euganea Domenico Scibetta - in termini di formazione e istruzione, tanto più in un ambito come quello sanitario dove la posta in gioco è la salute. Ringrazio Julie Ann, i Medici con l’Africa Cuamm, e tutti i benefattori che ci hanno dato un meraviglioso esempio di come la condivisione possa dare risultati entusiasmanti, addirittura producendo primizie capaci di generare benefici a cascata, nel tempo e nello spazio”.

"Nell’ospedale San Luca di Wolisso, ormai 11 anni fa, Medici con l’Africa Cuamm – aggiunge il direttore don Dante Carraro - ha deciso di aprire un reparto di Ortopedia con 20 letti, una sala operatoria dedicata e una fisioterapia annessa, come risposta a un bisogno enorme, visto che la terapia fisioterapica, come quella ortopedica, in Etiopia è scarsissima. Mi piace ricordare che la struttura è il frutto della generosità della comunità padovana attorno agli amici dell’Antonianum (Amici di Padre Pretto e Fratel Fiocchi). In tutti questi anni si è lavorato molto in tale ambito, basti pensare che solo nel 2018, a Wolisso, sono stati realizzati 992 interventi di ortopedia. Dentro questa cornice si inserisce tale attività di fisioterapia, con una tecnica innovativa, che ha permesso di formare 7 fisioterapisti su una metodica molto puntuale e specifica, che dà risultati positivi. Il nostro grazie va alla disponibilità delle due fisioterapiste partite nei mesi scorsi, all’Ulss Euganea 6 che si è impegnata in questo percorso e a quanti hanno sostenuto il progetto".