29/11/2019 14:19

Picchiatori padovani per
la 'ndrangheta: 5 fermi

Ha assoldato dei criminali legati alla 'ndrangheta per intimidire il nipote e la cognata per risolvere una controversia economica legata ad una eredità. Sei dei picchiatori ingaggiati sono risultati vivere nel padovano. Il proposito della donna, una 56enne di Mantova, è pero' stato scoperto dai Carabinieri mentre indagavano sulla cosca 'ndranghetista dei Bellocco di Rosarno (Reggio Calabria). Per questo la donna è finita in carcere nell'operazione Hope: un'operazione che ha portato in carcere 9 persone tra Calabria, Veneto e Lombardia, e collegata all'operazione 'Magma' che ha disarticolato il clan Bellocco in tutta Italia. La 56enne si era rivolta ad un uomo, calabrese di 56 anni, organico alla cosca, che a sua volta aveva affidato l'azione intimidatoria al nipote. Il 24 gennaio del 2018, però, quest'ultimo è finito in carcere per un'altra vicenda e così l'uomo se n'è occupato in prima persona, andando con il figlio di 26 anni a Bagnolo San Vito (Mantova), senza però riuscire a portare a termine l'aggressione. A quel punto l'uomo ha contattato i picchiatori padovani e ha assegnato l'incarico a un uomo di 49 anni e a uno di 42 anni pagati dalla donna di Mantova con 3mila euro. Il 19 giugno il nipote della donna è stato picchiato a sangue mentre usciva da una tabaccheria di Governolo (Mantova) ed è stato costretto al ricovero in ospedale per le gravi ferite riportate, giudicate guaribili in 40 giorni. Gli autori materiali dell'aggressione sono stati un moldavo di 43 anni, e due albanesi di 35 anni e 25 anni, ingaggiati a loro volta dai due padovani, che avevano coinvolto anche un altro uomo di 58 anni di Padova.