16/09/2020 07:30

Bagno di folla per Zaia
e la Lega a Cittadella

Centinaia di persone ieri sera a Cittadella per l'unica tappa padovana di Matteo Salvini, leader della Lega, in vista delle elezioni regionali del 20 e 21 settembre.

Ad essere accolto come una vera e propria star è stato Luca Zaia che ha deciso di chiudere nel segno della scuola e delle misure di sicurezza che ribadiscono l'immagine di un Veneto pragmatico nella lotta al Covid, la campagna elettorale con cui tenta il tris a Palazzo Balbi, dove governa da 10 anni.

E proprio il virus è stata la variante che ha cambiato la corsa verso le elezioni del 20 e 21 settembre. Il Covid ha azzoppato l'unico possibile contendente del governatore leghista, il prof. Arturo Lorenzoni, candidato di Pd e centrosinistra lasciando in sostanza strada libera alla corazzata di Zaia (165 candidati tra la lista personale, la Lega, e Autonomia Veneta).

Ieri sera a Cittadella, nel comizio con Matteo Salvini (al secondo tour in pochi giorni in Veneto) Zaia è tornato a respingere le sirene che lo chiamano a Roma, confermando che il suo obiettivo principale resta l'Autonomia per il Veneto, due anni dopo il referendum che portò alle urne 2 milioni 300mila cittadini della regione.

Prima di Cittadella però, Zaia aveva ammonito sulle insidie della ripartenza delle scuole: "L'anno scolastico lo vedo con massima attenzione. Non bisogna abbassare la guardia", è l'appello che ho fatto a tutti i ragazzi augurando buon inizio delle lezioni. Questo perchè "il virus c'è, è mutato, è un virus che per il 95% dei casi non dà sintomi. Però siamo pronti a intervenire per isolare gli eventuali focolai".

Il Governatore non ha nascosto neppure i rischi legati all'appuntamento elettorale, con i seggi che prenderanno il posto delle aule: "Per mia decisione - ha spiegato - possono fruire dei punti di accesso rapido ai tamponi non solo gli scrutatori ma tutto il personale ai seggi, quindi anche i militari, qualora lo decidessero".

Zaia ha poi spiegato che nei prossimi 5 anni servirà una grande lavoro in sanità in quanto sta cambiando pelle velocemente e bisogna farsi trovare pronti ad ogni novità ed essere propensi alla tecnologia e all'innovazione che la faranno da padrone.

I pochi giorni che mancano all'apertura dei seggi sembrano promettere ancora poche emozioni in Veneto. Lorenzoni, positivo al Covid, e colto da un malore mentre era in diretta streaming ad un'iniziativa del Pd, è stato dimesso ieri pomeriggio dall'ospedale, ma rimarrà ancora in isolamento a casa in quanto il tampone di controllo è risultato ancora positivo. In questi giorni ha dialogato con l'elettorato solo con comunicati. Realisticamente nessuno nel centrosinistra si aspetta da queste regionali un esito migliore del 2015, quando la candidata dei Dem Alessandra Moretti si fermò al 22% dei consensi, contro il 50% abbondante di Zaia.

Intanto una certezza c'è già: se terzo mandato sarà, per il Governatore leghista si tratterà dell'ultimo.



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