28/10/2020 10:01

Barista si sfoga:
"O lavoro o rubo"

Il titolare dell'Osteria Numero Uno a Camposampiero, Michele Trevisan, è decisamente dispiaciuto e arrabbiato dopo la decisione del governo di far chiudere i locali alle 18.00 con l'unica opzione di servizio per asporto o a domicilio.

Si sfoga e al 'Gazzettino' racconta: "Ho deciso di tenere aperto il mio locale dopo le 18 perché ho un figlio da mantenere, un affitto da pagare e devo continuare a vivere. Se chiudo non ho una rendita e non posso andare a rubare. Lo Stato mi aiuta? Potrebbe, non dico di no. Io però delle promesse non so che cosa farmene: quando i fornitori mi chiamano per pagare, cosa faccio? Chiamo Conte?"

Il locale si trova nel centro del paese in piazzetta Dante e Trevisan è pronto a tenere aperto il ocale anche dopo le 18.00 in quanto nel suo locale il servizio a domicilio o per asporto è praticamente impossibile visto che il clou per lui sono gli aperitivi con i cicchetti e la somministrazione di vino, in sostanza per lui il lavoro inizia alle 18.00 e finisce verso la mezzanotte. "Io non voglio e non posso morire perché hanno deciso di non farmi lavorare: ho un bambino da mantenere e se non gli garantisco da mangiare il tribunale me lo toglie. Cosa me ne faccio dei 1200 euro che in due tranche ho ricevuto dal governo nei mesi precedenti? Non mi interessano le conseguenze della mia decisione - dice ancora Trevisan al 'Gazzettino' - Mi sono sempre comportato bene, ho rispettato e fatto rispettare le regole nel primo lockdown e la mia coscienza è a posto".

E infine lo sfogo: "Se le cose non cambiano e le chiusure proseguono oltre al 24 novembre l'alternativa, per vivere, è andare a rubare. Lo faccio per mio figlio".